Fluxus Concert – An Anthology 1962/2012 – M.A.X.MUSEO

Fluxus Concert M.A.X.MUSEO Chiasso

Schiacciare una noce non è certo un’arte, quindi nessuno osa radunare un pubblico e intrattenerlo schiacciando noci. Se invece lo fa e riesce nel suo intento, allora, appunto, non può trattarsi di un semplice schiacciare le noci. Oppure si tratta di schiacciar noci, ma ne risulta che non ci si è mai accorti di quell’arte, perché la si dominava senza difficoltà, e che solo quel nuovo schiacciatore di noci ce ne rivela l’essenza: ai fini del risultato potrebbe essere addirittura vantaggioso che egli fosse un poco meno abile nello schiacciar noci di quanto non lo sia la maggioranza di noi.

Franz Kafka, “Josephine, la cantante dei topi”

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Pezzi di: Ay-O , George Brecht, Al Hansen, Dick Higgins, Joe Jones, Alison Knowles, Takehisa Kosugi, Shigeko Kubota, George Maciunas, Walter Marchetti, Nam June Paik, Ben Patterson, Terry Riley, Tomas Schmit, Mieko Shiomi, Ben Vautier, Robert Watts, La Monte Young

Coordinamento: Gianni-Emilio Simonetti

Performers: Vito Gionatan Lassandro, Giulia Tacchini

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John Cage, Variation IV, 1963

Esecutori: Gianni-Emilio Simonetti, Vito Gionatan Lassandro

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24 MAGGIO 2012 ORE 20:30, M.A.X.MUSEO VIA DANTE ALIGHIERI 6 CHIASSO
entrata libera

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George Maciunas inaugura la Fluxus Biennal

a cura di Cecilia Passa

Al via la Fluxus Biennial, rassegna dedicata al movimento Fluxus

George Maciunas Fluxus

Ed è proprio la mostra dedicata al lituano George Maciunas a inaugurare il progetto, promosso dalla Fondazione Musica per Roma,  che coprirà un arco di tempo di due anni (2010/2011) e sarà strutturato in una serie di piccole grandi mostre sui protagonisti diFluxus, arricchite da un fitto programma di performance sia storiche che contemporanee.
La mostra di George Maciunas ripercorre lo spirito dell’attività dell’artista lituano attraverso il tema del gioco. Nato in Lituania e vissuto negli Stati Uniti fino alla morte avvenuta nel 1978, Maciunas fu dal 1962 il teorico, ideatore e organizzatore del gruppo Fluxus.
Nello stesso anno Maciunas promosse il Fluxus festival allo Stadtische musium di Wiesbaden (Germania); le tappe successiva che segnarono la rapida diffusione del movimento in Europa e in Asia furono Copenaghen, Parigi, Düsseldorf, Amsterdam, L’Aja, Londra, Nizza, e successivamente in Giappone.

Fluxus fu un collettivo di artisti internazionali che trovarono in lui un infaticabile punto di riferimento teorico e organizzativo, capace di riunire e mettere in dialogo artisti provenienti dagli Stati Uniti, dall’Europa e dall’Estremo Oriente. Fluxus talvolta erroneamente considerato come un movimento artistico, vide estendersi oltre quell’ambito centinaia di iniziative e di progetti sostenuti da Maciunas , fino a comprendere una sfera di influenza che si allargò all’investigazione socio-culturale e politica, col fine di promuovere un possibile mondo migliore e una più complessa consapevolezza dell’individuo. Maciunas considerato il “padre di Soho”, fu il primo a stabilire e fondare  in quel quartiere di New York le prime cooperative di artisti, dando loro la possibilità di poter vivere e lavorare in spazi idonei e economicamente vantaggiosi.

In mostra oltre a uno speciale ping-pong riadattato dall’artista, esempi dell’attività di graphic designer di Maciunas, della sua capacità di analisi critica sulla storia dell’arte, così come del suo unico e fertilissimo modo di lavorare all’unisono con gli altri artisti del gruppo Fluxus, fondendo le loro esperienze in un collettivo creativo dove l’equazione e la sovrapposizione tra arte e vita doveva essere totale.

In occasione della rassegna tre serate di perfomance: il 26 gennaio, in concomitanza con l’inaugurazione dell’esposizione, il collettivo di artisti e musicisti berlinesi, Maulwerker, proporrà una serie di performance tra le più famose del movimento Fluxus. Tra queste, espressamente realizzata per la Fondazione Musica per Roma, la riedizione di In Memoriam To Adriano Olivetti (1962) di Maciunas e altre performance ideate dai protagonisti storici di Fluxus come Yoko Ono, Nam June Paik e La Monte Young.

Secondo appuntamento il 26 febbraio con After Fluxus una vera a propria lezione universitaria: performances di Cesare Pietroiusti, Raimundas Malašauskas e Tonino Battista. Infine il 3 marzo sarà la volta del concerto omaggio a John Cage Telephones and Birds.

Fluxus: George Maciunas, dal 26 gennaio al 17 marzo all’Auditorium di Roma

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Io cucino, lui lava i piatti

di Silvia Corti

Un rumoroso silenzio in mostra

John Cage e Merce Cunningham

È la risposta ironica che dava John Cage, il compositore piú rivoluzionario del nostro secolo, ai giornalisti che gli domandavano come definisse la sua relazione con il coreografo Merce Cunningham, col quale condivise 50 anni di vita e opere. Alla collaborazione tra questi due mostri sacri la cittá di Barcellona dedica un programma di attivitá culturali che andrá avanti fino a gennaio e che comprende conferenze, concerti, spettacoli di danza, proiezioni, laboratori per giovani ed esperienze formato famiglia.

L’evento principale della rassegna è peró senza dubbio la mostra L’Anarchia del silenzio, che il Museo di Arte Contemporanea dedica a John Cage e alla sua relazione con l’arte sperimentale, della quale allargó gli orizzonti concettuali e per la quale a partire dal Dopoguerra fu punto di riferimento imprescindibile.

Coprodotta dal centro d’arte norvegese Heine Onstand e curata dalla commissaria Julie Robinson, l’esposizione raccoglie piú di 200 opere tra partiture originali, video e oggetti sonori creati dallo stesso Cage, oltre a includere lavori di artisti la cui produzione è legata fortemente a quella del compositore: Marcel Duchamp, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Nam June Paik e il collettivo Fluxus, tra gli altri.

Si tratta della piú grande restrospettiva mai dedicata al grande musicista americano, conosciuto al grande pubblico per la sua famosa composizione 4’33’’, costituita da tre movimenti di silenzio. Un silenzio non concepito come negazione o assenza ma piuttosto come recipiente di suoni d’ambiente e nel quale, come sosteneva il suo amico e sodale Marcel Duchamp, é lo spettatore stesso a completare l’opera.

Proprio grazie alla sua amicizia con Duchamp, con il quale passó molte estati a Cadaqués, Cage aveva sviluppato un legame peculiare con la scena artistica e intellettuale catalana. E una delle opere piú singolari della mostra è una scacchiera musicale, nella quale ad ogni tasto corrisponde un suono, che Cage ideó per Duchamp nel 1968. Un regalo che arrivó soltanto due mesi prima della morte del padre del ready made, che era un appassionato scacchista.

La vita è arte ma ci sorprende e fa sorridere immaginare questi geni, che furono capaci di rivoluzionare il panorama culturale dei loro tempi senza temere il ridicolo o l’incomprensione, spignattando in cucina, lavando i piatti o giocando a scacchi.

L’anarquia del silenci – fino al 10-01-10 al Macba (plaça dels Angels 1 – 08001 Barcelona)
Per maggiori informazioni sulla rassegna Cage-Cunningham:
http://www.jocuinoiellrentaelsplats.cat

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