Yield Picnic Bag

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“Upon launching the Yield Picnic Bag which unzips from bag to picnic blanket, we designed a collection of aspirational branding elements alongside it, dreaming of the ‘beautiful days [that] lie ahead’. We all too often encounter the common scenario of bags sloppily piled upon one another in a retail setting, so we gave our bags a home.”

 

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We fell in love with the cylindrical shape as it hints towards the packaging in a grocer’s market — an appropriate reference towards the picnic setting. Incorporating a functionality post-purchase was also important to us, so the proportions were designed to allow the package to later double as a wine case once the bag is in use.”

 

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Via The Dieline

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critical book and wine

Il 22 e 23 maggio gli spazi della villa Truffini,
sita in Corso Ingegner Paolo Bernacchi a Tradate (Varese),
ospiteranno il Critical Book & Wine
, «mercato degli editori e dei vignaioli indipendenti».

Critical Book & Wine nasce dalla volontà di connettere produzione indipendente di qualità,
in campo editoriale e vinicolo,
a momenti di relazione comune sul tema del consumo critico,
quindi consapevole, sensibile, intelligente.

Tre giorni per riflettere su nuove forme di produzione e di mercato,
per cercare l’uscita dal falso binomio tra produzione di lusso per pochi privilegiati
e una massificazione alimentare priva di gusto e nociva.

Tre giorni, quindi, contro la truffa dei cibi, dei vini, dei libri spazzatura.

Da Ikea si compra anche il vino

Manuela Soressi – VigneVini

Da Ikea si compra anche il vino

Alcuni store italiani propongono un’enoteca con bottiglie della Franciacorta. Intanto Auchan porta all’estero la tradizione vinicola italiana.

Qualcosa si muove nel mondo internazionale del retail. Grandi e piccole manovre che coinvolgono il vino, ormai ritenuto anche dalle principali multinazionali distributive come un prodotto-chiave per attrarre i consumatori. Perché, a dispetto della crisi dei consumi, il vino è sempre di più una bevanda che fa status e che, soprattutto sui mercati più giovani (come quello statunitense), detta gusti e mode. Inquesto modo si aprono nuovi canali commerciali che possono rivelarsi un’opportunità interessante anche per il vino made in Italy.

La sperimentazione di Starbucks
La prima notizia che ha attratto l’interesse dei mass-media è la caduta di un tabù: Starbucks, la catena di caffetterie più grande del mondo con oltre 16mila punti vendita in una cinquantina di paesi, ha sdoganato l’alcol. Si tratta solo di un test, ma, viste le dimensioni e la potenza del gruppo, è un segnale da non sottovalutare. Starbucks ha scelto la sua città natale, Seattle, per verificare un nuovo format, trasformando uno dei suoi locali storici in “15th Avenue Coffee and Tea”. Se l’insegna non lascia presagire molto di nuovo, in realtà all’interno le novità non mancano: a cominciare dall’offerta di vini e birre, con menu del giorno, che si affiancano ai classici te e caffè. E poi musica dal vivo con dj set per un locale che si dichiara “ispirato da Starbuck’” ma che calca soprattutto la mano sull’atmosfera europea, cibi e bevande comprese.

Franciacorta in salsa svedese
Starbucks non è solo sulla strada della valorizzazione del vino. Anche Ikea ha novità in questa direzione. Nei bar di alcuni store italiani viene proposto il prosecco biologico, mentre in altri nella zona ristorante è comparsa l’enoteca Ikea, con bottiglie di vino bianco, rosso e prosecco fornite da un produttore della Franciacorta e in vendita nel banco frigorifero del ristorante. Insieme al vino, Ikea suggerisce anche i calici perfetti per la degustazione.
Anche in questo caso vale la pena contestualizzare la notizia: Ikea non è solo il leader mondiale nell’arredamento di design a basso costo, ma anche uno dei principali operatori internazionali della ristorazione commerciale. Quest’azienda, fondata nel 1943 in un piccolo borgo agricolo della Svezia, oggi conta 301 negozi distribuiti in 37 paesi. E in ognuno di questi punti vendita c’è un’area espressamente dedicata alla ristorazione, che gioca un ruolo sempre più importante nel pacchetto di offerta poiché viene considerata uno dei settori più redditizi e fidelizzanti.
Ecco spiegato perché bistrot e ristorante occupino spazi sempre più ampi all’interno dei punti vendita. Ad esempio, il ristorante del rinnovato punto vendita di Sesto Fiorentino può ospitare ora fino a 450 persone sedute, cento in più rispetto alla vecchia struttura.
Non solo. Lo scorso ottobre è stato inaugurato l’Ikea di Villesse, in provincia di Gorizia, che rappresenta la base di quello che, nell’arco di due anni, sarà il primo shopping center italiano gestito da Inter Ikea Centre Group, che ha il compito di sviluppare centri commerciali nei mercati dove Ikea già opera e che già oggi gestisce 22 shopping center in 7 paesi europei e ha in cantiere la progettazione e la realizzazione di altri 12. “Si tratta di centri commerciali pensati innanzitutto per la famiglia – spiega Roberto Monti, amministratore delegato di Ikea Italia Retail – con solide infrastrutture a disposizione dei partner di vendita al dettaglio, finalizzate ad un’esperienza coinvolgente per tutti i clienti”. Dunque, un nuovo competitor di taglia internazionale si appresta a scendere in campo nello scenario della distribuzione italiana, dove molti retailer (soprattutto di taglia internazionale) stanno veicolando nel mondo il meglio del food& beverage tricolore.

Chianti e Lambrusco sugli scaffali di mezzo mondo
È il caso di Auchan (presente in 13 paesi e con 39,5 miliardi di euro di fatturato 2008) che ha varato di recente l’Operazione Prodotti Paesi Latini nel Mondo per promuovere prodotti, sapori e stili alimentari dei principali paesi europei. Nell’iniziativa commerciale, che ha preso il via in settembre, è coinvolto un assortimento di referenze provenienti da Spagna, Portogallo, Francia del Sud e Italia. Gli “ambasciatori” del food&beverage italiano sono circa 200, perlopiù private label, in rappresentanza delle principali merceologie, a partire proprio dal vino. La catena distributiva ha aspettative positive su questo progetto internazionale, che è stato messo a punto sulla base del successo riscosso da Operazione Prodotti Italiani 2008, un altro mega-evento promozionale che ha visto 171 referenze italiane sbarcare nei punti vendita della catena presenti in sette paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania, Polonia e Cina).
Una particolare attenzione viene dedicata al prodotto forse più nobiledella tradizione alimentare italiana: il vino, che attualmente rappresenta il 5% del fatturato export realizzato dall’insegna. Dal 2008 Auchan porta la cultura vinicola italiana in Ungheria, Romania, Polonia, Cina, Francia, Spagna, e Portogallo con i prodotti che partecipano all’Operazione Vini dal Mondo. La collezione, che oggi comprende un Chianti, due Lambrusco e un Primitivo di Manduria, viene etichettata per l’occasione con la traduzione nelle lingue dei Paesi di destinazione. Inoltre, in occasione di Vinitaly 2009, Auchan Italia ha presentato alle strutture acquisti di 13 Paesi la produzione vinicola italiana e li ha messi in contatto con fornitori potenzialmente interessati all’esportazione diretta verso altri paesi della rete Auchan. Così 10 etichette italiane, fra cui un Nero d’Avola, un Valpolicella e un Barolo, entreranno anell’assortimento continuativo degli ipermercati Auchan in 9 paesi europei.

viaDa Ikea si compra anche il vino.

Kahlil Gibran – “Sul mangiare e sul bere”

Allora un vecchio oste disse:
Parlaci del Mangiare e del Bere.

E lui disse:
Vorrei che poteste vivere della fragranza della terra,
e che la luce vi nutrisse in libertà come una pianta.
Ma poiché per mangiare uccidete,
e rubate al piccolo il latte materno per estinguere la sete,
sia allora il vostro un atto di adorazione.
E sia la mensa un altare su cui i puri e gli innocenti della foresta e dei campi
vengano sacrificati a ciò che di più puro e innocente vi è nell’uomo.

Quando uccidete un animale, ditegli nel vostro cuore:
“Dallo stesso potere che ti abbatte io pure sarò colpito e distrutto,
Poiché la legge che ti consegna nelle mie mani consegnerà me in mani più potenti.
Il tuo sangue e il mio sangue non sono che la linfa che nutre l’albero del cielo”.

E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni”.

E quando in autunno raccoglierete dalle vigne l’uva per il torchio, direte nel vostro cuore:
“Io pure sarò vigna, e per il torchio sarà colto il mio frutto,
E come vino nuovo sarò custodito in vasi eterni”.

E quando l’inverno mescete il vino,
per ogni coppa intonate un canto nel vostro cuore,
E fate in modo che vi sia in questo canto il ricordo dei giorni dell’autunno, della vigna e del torchio.

 VIA | newsky.it

Sui tetti di Milano è nato il Perrier-Jouët Oyster Bar

Perrier-Jouët sui tetti di Milano al Food & Restaurant de la Rinascente Milano di Piazza Duomo nasce il “Perrier-Jouët Oyster Bar”. Il fascino del lusso, ammirato, toccato, annusato, gustato; un’esperienza sensoriale intrisa d’arte e sapore; un invito a godere l’eccellenza degli champagne Perrier-Jouët.


Nasce l’Oyster Bar firmato Perrier-Jouët.
Scelta d’obbligo, il Food & Restaurant al 7° piano de la Rinascente Milano di Piazza Duomo, lo spettacolare ultimo piano del department store milanese con una vista esclusiva sul Duomo, icona di Milano, una delle più celebri costruzioni gotiche al mondo.
Un legame concettuale che affonda le sue radici in quella dimensione artistica unica e stravagante da sempre iscritta nel dna della Maison.
Produrre millesimati è un’arte e Perrier-Jouët ha fatto del linguaggio creativo la matrice stilistica che imprime significato ad ogni sua azione a partire dal famoso bouquet di anemoni della bottiglia di Belle Epoque disegnata nel 1902 dal maestro vetraio dell’Art Nouveau Emile Gallé.
A partire da novembre per chi desidera gustare una flûte di Perrier-Jouët, per tutti gli estimatori delle sue pregiate bollicine, per coloro che desiderano regalarsi una pausa speciale all’insegna del gusto tra un acquisto e l’altro, il nuovo Perrier-Jouët Oyster Bar rappresenta un angolo di piacere puro.
Qui, nel cuore gourmet di Milano, la Maison ha dato vita a un’area degustazione dall’intenso potere magnetico, fascinosa nella sua architettura che contestualizza visivamente il tema del bouquet di anemoni, passionale nella sua essenza, conviviale nella sua vocazione, colta nella sua proposta; un luogo raffinato dove farsi avvolgere dalle note sprigionate da una flûte Perrier-Jouët accompagnata da voluttuose ostriche, le tondeggianti Belon, le lunghe e concave Fines de Claire o le Royales.
In occasione del Natale, inoltre, la Maison ha creato un angolo esclusivo per l’acquisto delle prestigiose confezioni regalo esposte come veri e propri gioielli. Un corner di lusso, altamente scenografico, ‘animato’ dall’opera della giovane fotografa svedese Barbro Andersson, un’allegoria contemporanea del gesto creativo della cuvée Belle Epoque.
Prezzo al pubblico: euro 18 – flûte di Grand Brut e 3 ostriche.
Orari: Tutti i giorni fino alle 24:00. Chiuso il 25 e il 26 dicembre.

http://www.perrier-jouet.com.

Fondata nel 1811 ad Epernay nel cuore della Champagne, la Maison Perrier-Jouët fin dai suoi esordi, rivela una sensibilità artistica e un gusto artigianale che ancora oggi ritroviamo pervaso di contemporaneità e lusso.
La Maison Perrier-Jouët lavora esclusivamente su piccoli volumi privilegiando la rarità e l’eccellenza rispetto alla quantità, con un rigoroso approccio “limited edition” e con uno spirito decisamente pionieristico creando vini d’eccezione: è stata proprio la Maison di Epernay a introdurre per la prima volta il concetto di champagne brut ed è sempre lei ad avere creato quest’anno il primo champagne tailor made, Belle Epoque By and For.

VIA | viniesapori.net