Eventi food e musei civici: così il Fuorisalone 2013 guarda a Expo 2015

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La settimana del design si trasforma sempre più in un banco di prova in vista del semestre espositivo. Quest’anno i segnali sono incoraggianti: un’offerta più matura dai privati, molta attenzione da parte del Comune

Le feste, i turisti, gli open bar (sempre meno), gli showroom, le code, la pioggia(quella sì, sempre presente), la caccia all’invito e l’agenda da riempire. Ah, e anche il design, a tratti. A Milano, più puntuale della primavera, arriva la settimana del Salone del mobile, con annesso Fuorisalone. Mentre si compulsano i vari siti per non perdersi l’evento «da non perdere» (il comunicato stampa ci terrà  a sottolinearlo), proviamo a leggere l’evento “in controluce”, cercando i segnali che la città sta lanciando in prospettiva 2015.

C’è da capire quanto il modello del Fuorisalone possa essere applicabile al semestre dell’Expo. Un’occasione unica per fare cassa e promuovere il turismo, tanto per il settore pubblico quanto per quello privato. Da questo punto di vista, gli ingredienti essenziali dovranno essere due: da una parte la capacità delle aziende interessate a promuoversi legarsi al tema dell’evento, quindi il cibo. Dall’altra quella dell’amministrazione locale di creare un’offerta compatta e a misura di turista.

Sul piano degli eventi di food design, quest’anno il programma promette bene. O, quantomeno, meglio del solito. Il dato importante è che finalmente si sta uscendo dalla visione limitante dell’alimentazione come argomento spendibile solo di fronte a un buffet (magari affidato a uno chef stellato, giusto per dare credibilità all’operazione). Sia chiaro: i buffet ci saranno comunque, e gli chef stellati pure. Ma se si guarda a quello che succederà nei prossimi giorni, si nota che unariflessione è in atto.

Be Open organizza per il 9 aprile, allo showroom Moroso, una serata dedicata esclusivamente al senso del gusto, mettendo insieme la cucina di Massimiliano Ajmo, il design di Patricia Urquiola e i tessuti di Using Kvardat. Non sembra un evento fine a se stesso. Anche perché servirà a promuovere il lancio di una serie di concept resturant. Così come pare ben studiata la sezione «food» di DO UT DESign, il programma che proverà a lanciare la zona di San Vittore tra i distretti del Fuorisalone. Tra le proposte, colorazione di tessuti con pigmenti base alimentare, incontri con i food blogger e una performance di cucina sui ferri da stiro.

Anche un quartiere storicamente fuorisaloniero come Brera punta il naso verso la tavola. Mentre l’occhio va già  al 2015. Al centro della Food Design Factory promossa da Lucy Salamanca troviamo infatti dei nuovi format ristorativi ispirati a una nuova mobilità e ai concetti di natura e sostenibilità.  La direzione in cui guarda anche RCS, col suo Food & Design, un circuito di degustazioni distribuito all’interno di una serie di negozi di design cittadini. Tutto questo mentre all’ex Ansaldo prosegue la luna di miele tra Milano Design Week e Bejing Design Week, con una mostra – A Taste of China – dedicata proprio al cibo, così come è stato interpretato da progettisti provenienti da Cina, Taiwan e Hong Kong.

E sul fronte pubblico? Il Comune di Milano ha presentato settimana scorsa le iniziative messe in cantiere per la settimana del Salone. Il dato interessante è il coinvolgimento massiccio di una lunga serie di strutture, che comprende tutti i musei civici. Ma non solo. Per la prima volta si apriranno al design anche luoghi insoliti come l’incubatore delle imprese carcerarie. Il cibo in questo caso non è protagonista, anche perché a questo tema dovrebbe essere dedicata a breve la settimana degl iExpo Days. Ma il Fuorisalone resta comunque il banco di prova più valido per mettere a punto tutti quei meccanismi turistici che tra poco più di due anni dovranno funzionare alla perfezione. L’amministrazione locale, visto lo schieramento di forze messo in campo, pare ne sia conscia.

Marco Valsecchi

Via EXPO 2015

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Informazioni su ravibellardi

English EcoDesign Master student in PoliTo - Politecnico di Torino - Turin, Italy. In a double-degree agreement between PoliTo and the University of Minas Gerais, Brazil. In Brazil, took part in projects like "Design e integração competitiva do território - Estrada Real". This project is a government initiative in order to use the Design approach in order to bring value regarding specific aspects of the State of Minas Gerais in Brazil. The territory context is the Estrada Real. Also worked in the University of Minas Gerais' Research Center of Theory, Culture and Design in projects related to the use of Design in cultural aspects of the State of Minas Gerais aiming to enhance products related to the Food Sector. Portugês Graduando no curso Master em EcoDesign pelo Politécnico de Turim, Itália (Polito). Bolsista dentro do acordo de dupla titulação entre a Universidade do Estado de Minas Gerais e o Politecnico di Torino com apoio da FAPEMIG. Atuou como bolsista do Projeto "Design e integração competitiva do território - Estrada Real", projeto do Centro Minas Design em parceria com o Polito. Ravi Bellardi também é atuante no desenvolvimento do projeto Estudo de Aspectos Culturais de Minas Gerais Visando à Valorização de Produtos Relacionados ao Setor Alimentício Através do Design com financiamento da FAPEMIG e apoio da UEMG. Ravi Bellardi desenvolve trabalhos tanto de caráter acadêmico, quanto de caráter de extensão com a orientação da Profa. Dra. Lia Krucken juntamente ao Centro de Teoria, Pesquisa & Cultura em Design da Escola de Design da Universidade do Estado de Minas Gerais.

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