E ora anche l’acqua del rubinetto ha la sua etichetta

Un’iniziativa della Coop incoraggia i consumatori a bere l’acqua di casa anziché comprarla bottiglia: entrambe sono potabili, ma la prima è gratis e non nuoce all’ambiente.

Una maggiore consapevolezza riguardo a ciò che ingeriamo e alla problematica ambientale sta generando nuove etichette e campagne di sensibilizzazione che fino a poco tempo fa non ci saremmo nemmeno sognati. L’ultimo caso è quello della Coop che sta promuovendo un consumo più saggio dell’acqua. Come? Incoraggiando i consumatori a bere quella del rubinetto, in tutto e per tutto sicura quanto quella che si compra in bottiglia. La campagna Acqua di casa mia lanciata nel 2010, da oggi entra nei supermercati nella forma di etichette che segnalano le proprietà chimiche e micro biologiche dell’acqua di casa tramite sei parametri: concentrazione ioni idrogeno, cloruri, ammonio, nitrati e nitriti, residuo secco a 180°, durezza.

“Esporre nei nostri negozi le etichette sulla qualità dell’acqua del rubinetto”, ha spiegato Isa Sala,direttore Soci e Consumatori Coop Estense, il punto della catena dove il 12 gennaio è stata presentata l’iniziativa, “è una scelta forte e perfettamente coerente con i principi di tutela dell’ambiente e di promozione di un consumo consapevole, che sono tipici della nostra impresa. Per noi è doveroso mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere responsabilmente e sul tema dell’acqua abbiamo ritenuto urgente fornire, proprio nel momento di acquisto, gli strumenti necessari per esercitare il diritto di scelta”.

L’iniziativa della Coop coinvolge 41 supermercati delle province di Modera e Ferrara, ma non è la sola a caldeggiare un consumo più attento dell’acqua e a sfatare il falso mito – alimentato da un marketing fuorviante degli anni passati – che bere l’acqua in bottiglia sia più sano che bere quella del rubinetto. Le motivazioni a supporto della campagna Acqua di casa mia della Coop ci sono tutte, segnalate in un documento che il marchio aveva fatto circolare l’anno scorso.

L’acqua è stata recentemente dichiarata dall’ Onu, un bene “ indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”, tuttavia, oggi, 884 milioni di persone non hanno accesso a quella potabile e di mancanza di sicurezza idrica muoiono 4.900 bambini al giorno, tre volte più di quelli che nascono ogni giorno in Italia. Si prevede che nel 2050 il 40% della popolazione vivrà in una situazione di scarsità d’acqua.

Tutto questo, a meno che non cambino le nostre abitudini. Tenendo conto di alcuni dati: il business dell’acqua produce 8 miliardi di bottiglie all’anno solo in Italia. Sostituirla con quella del rubinetto equivarrebbe a risparmiare 1 milione di tonnellate di CO2 (pari alle emissioni prodotte per l’illuminazione pubblica di Pechino), 240 mila tonnellate di plastica (l’equivalente del peso di 44 mila elefanti) e l’impiego per il trasporto di 480 mila Tir (messi in fila, sono lunghi circa 8 mila km, come da Roma a Mosca e ritorno).

Via Wired

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