Russia: carne in scatola per cani ai soldati. Venivano coperte con false etichette e camuffate da carne bovina

MILANO – Cibo in scatola per cani spacciato per carne di manzo di prima qualità e servito alle truppe russe. Ha suscitato grande scandalo in Russia un video su Youtube inserito all’inizio di maggio da Igor Matveyev, ex maggiore dell’esercito russo e girato nel magazzino militare della base di Vladivostok. Il filmato mostra come all’interno del deposito fossero custodite enormi quantità di carne in scatola per cani ricoperte con false etichette e camuffate da carne bovina. Esse sarebbero state offerte ai militari acquartierati nella grande base militare della città che si affaccia sull’oceano Pacifico.

FILMATO – Una voce fuori campo durante il filmato girato dall’ex maggiore recita: «È il 19 aprile 2011. Ieri abbiamo scoperto che le nostre scatolette di carne di manzo sono state rimpiazzate da cibo per cani». Secondo il racconto di Matveyev le cifre parlano chiaro. Nel magazzino dovrebbero esserci circa 13.800 scatolette registrate che contengono 4.485 chili di carne di manzo. Invece ci sono 1.374 scatolette di carne scaduta, oltre 3 mila cartoni che contengono carne in scatola per cani e non vi è nemmeno un chilo di carne che possa essere mangiato da un essere umano. Nel filmato Matveyev prende in mano una di queste scatolette che dovrebbero contenere carne bovina. Con molta facilità strappa l’etichetta che ricopre l’involucro. In un attimo scopre che sotto vi è nascosta un’altra targhetta che rivela come questa carne sia in realtà cibo per cani.

DENUNCIA – Secondo l’ex maggiore l’obiettivo del ministero dell’Interno è risparmiare il più possibile sul cibo offerto ai soldati. Non è la prima volta che Matveyev denuncia gli abusi e la corruzione delle forze armate russe. Già nel 2003 aveva aiutato un giornalista a rivelare al pubblico il «mercato degli schiavi» organizzato da alcuni ufficiali militari a Khabarovsk, città dell’estremo oriente russo. I comandanti costringevano i soldati a lavorare gratis come manodopera in diverse aziende locali, mentre loro si mettevano in tasca il salario. Per la sua collaborazione all’inchiesta giornalista Matveyev aveva perso il lavoro, ma le forze armate dopo alcuni anni furono costrette a reintegrarlo sotto pressione del Consiglio d’Europa. Recentemente, oltre al video sul cibo contraffatto, l’ex maggiore ha pubblicato sul web altri due filmati: nel primo ha raccontato che nella base di Vladivostok hanno lavorato per un mese e mezzo immigrati clandestini cinesi e coreani, mentre nel secondo, dopo aver denunciato la corruzione diffusa all’interno delle forze armate, ha chiesto pubblicamente l’intervento di Putin e Medvedev.

DIFESA E DESTITUZIONE – Da parte loro i responsabili delle forze armate russe affermano che la maggior parte dei fatti raccontati da Matveyev risalgono al passato e che già erano in corso indagini per punire i responsabili. Intanto, però, l’ex maggiore è stato definitivamente cacciato dall’esercito: «Quello che è denunciato nel filmato di Vladivostok è vero», dichiara al sito di France 24 Valentina Reshetkina, portavoce di un’associazione che da anni combatte contro gli abusi perpetrati tra le forze armate russe. «Se questo cibo in scatola è realmente acquistato per nutrire i cani della base, come sostengono i capi militari, perché acquistarne una quantità così elevata? E perché prendersi la briga di incollare attorno a ogni scatoletta etichette false? C’è solo una spiegazione», continua Reshetkina. «Queste scatolette per cani erano destinate ai soldati».

Francesco Tortora
01 giugno 2011

Via Repubblica.it

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