FOOD IN THE CITY

Il 13 di Giugno si chiuderà la Milano Food Week. Per l’occasione FOODA organizza uno speed date gastronomico a cui puoi partecipare da solo o con i tuoi amici.

Basterà inviare una mail a info@fooda.org e recarsi il 13/06 dalle 12:00 in avanti presso l’Acquario civico di Milano con due cestini pranzo.

Per maggiori informazioni consulta:

http://foodinthecity.tumblr.com/

Il progetto FOOD IN THE CITY nasce da una riflessione sulla natura delle implicazioni sociali del convivio e dalla volontà di sperimentare nuove forme conviviali estese portadole nella città come risposta materiale alla diffusione dei social network. Un esperimento e un primo passo che FOODA muove nellaricerca progettuale del linguaggio degli Atti Alimentari (o food design).

Il linguaggio degli Atti Alimentari è un complesso sistema di segni e simboli dove gli atti conviviali, il cum vivere, contribuisce a costruirne la manifestazione estetica. Più che in ogni altro luogo della casa è infatti a tavola che le relazioni e le strutture gerarchiche, i rapporti e le problematiche vengono manifestate e regolarizzate sul piano dei rapporti sociali.

E’ nei riti che circondano la tavola che l’uomo manifesta la propria natura sociale. Celebrando in un rituale collettivo la propria rigenerazione quotidiana, egli impiega il gesto della comunione alimentare come veicolo di comunicazione. La mensa e la tavola hanno infatti, un forte valore simbolico che ci permette di manifestare la nostra identità, quella del sistema sociale cui aderiamo e il nostro modo di intendere la vita.

Sin dall’antichità, dall’agorà greca, dal foro romano e, ancor prima fino agli spazi virtuali delle piattaforme virtuali di socializzazione, la piazza ha mantenuto, pur mutando in modelli e sistemi differenti, la sua caratteristica principale di luogo di forti concentrazioni culturali e sociali.
La piazza è dunque, prima di ogni altra cosa, scena della vita collettiva mezzo per la celebrazione di miti e di riti e per questo scelta da FOODA come scenario “naturale” in cui realizzare un evento di socia(bi)lità, con cui rendere evidente il rapporto indivisibile che esiste tra il linguaggio (nelle sue forme e soprattutto in quella culinaria) e la creazione dei rapporti sociali.

Attualizzando il pensiero, potremmo definirlo un evento di materializzazione delle nuove forme della socialità che i social network rendono possibile con la condivisione estemporanea di forme di linguaggio complementari alla parola e al convivio.

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