Cibo in scena

Cibo e cultura: una pietanza che ci nutre dai tempi della mela di Adamo ed Eva e rischia persino di risultare stucchevole. Pare persino superfluo ripercorrere quelle tappe che chi più ne ha più ne metta, dal miele di Saffo ai banchetti di Trimalcione, dall’ultima cena alle tele di Caravaggio, da Gargantua a Pulci, da Ciacco alla cioccolata pariniana al lesso mangiato da Renzo nei «Promessi sposi» alle «madeleine» proustiane alle varie grandi abbuffate cinematografiche alla Campbell’s di Warhol e via via ricordando. Diverso rabastare nei frigoriferi altrui, in cerca della personale unicità di chi ha riempito quella piccola pancia algida, quell’unico elettrodomestico praticamente irrinunciabile, global. E diverso, anche, perché meno consueto, sentire il suono del cibo «in assenza», senza vederne forme e colori, senza sentirne il profumo: solo il battere-e-levare della sua preparazione, oppure seguire lo staff che raccoglie i rimasugli, pulisce le briciole, netta le case dal ricordo di abbuffate e libagioni o di semplici cene tra amici.

E’ questo il percorso meno risaputo che seguono i Cuochivolanti con l’associazione CuochiLab, nell’elaborare, assieme al Circolo dei Lettori, «Play with food. La scena del cibo», ovvero «Primo festival d’arte visiva e performativa interamente dedicato al cibo», la cui edizione d’esordio è in programma da domani a domenica, in due sedi: CuochiLab di via Modena 43 e lo stesso Circolo dei Lettori di via Bogino 9. La rassegna a cura di Davide Barbato con Roberta Cavallo e Patrizia Capuzzi, è stata pensata, in sintonia con il titolo, «Play with food», riflettendo «Sull’ambiguità del verbo inglese “to play”, che significa tanto recitare quanto giocare.

Su questa via, i Cuochi Volanti – associazione nata nel 2006 da appassionati tanto di arti sceniche quanto di cucina – «hanno pensato di chiedere ad alcuni artisti, di recitare il cibo, cucinarlo sulla scena della loro espressione artistica, in una rassegna che vede il cibo protagonista e non semplice strumento di intrattenimento enograstronomico». La serie si apre domani alle 18,30 a CuochiLab con lo spettacolo di Enrico Ascoli e Cuochivolanti «Cucinasonora: frequenze da sciogliere sotto la lingua», di scena i rumori della preparazione del cibo live. In esposizione, la mostra «Anime al gelo» di Stefano Bruna; segue, il video di Stefania Bonatelli, «Alina’s tale»: tra le situazioni filmate, una scena con donne incinte che mangiano uova compulsivamente (ingresso libero con aperitivo).

Venerdì alle 17, al Circolo dei Lettori, si mescolano cucina e fotografia in “Qra”, progetto di Ivan Frattini (cuoco) e Valentina Bianchi (fotografa), che intreccia foto, letteratura e cibo. Si propone una letteratura trasposta in ingredienti fotografati: da «Via crucis» di Francesco Niccolini a «Dies irae» e «Catrame» di Giuseppe Genna. Alle 18, Altre Tracce presenta «Kitchen Circus» di Sebastiano Di Bella: le verdure si trasformano in protagoniste di numeri da circo. Ancora in cartellone, «Tempi di cottura», riflessione sui tempi del cibo (con assaggi), «Servizio di pulizia o corpo sociale», un repulisti dedicato agli avanzi, ma anche al tema di un presente che consuma con voracità. E poi, «Food express», documentario d’ascolto di Elena Pugliese, che lavora sulle provenienze dei cibi dal mondo. Non manca «L’ultima cena», lavoro ispirato a Leonardo a al suo affresco evangelico.

via | lastampa.it

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