Vegan o kosher? Cè un tour per te

di Lara Gusatto

Il boom della vacanza su misura per chi è soggetto a restrizioni alimentari, per motivi religiosi, etici o di salute. Tour operator e manuali online interamente dedicati

Una delle esperienze più coinvolgenti e complesse da affrontare in un viaggio è l’incontro con la cucina locale. Sapori e cibi nuovi possono risultare tanto entusiasmanti quanto indigesti. Non c’è dubbio però che immergersi nella cultura enogastronomica del paese dove si soggiorna sia indispensabile per assimilarne appieno lo spirito. Papille gustative poco adattabili possono dare vita a divertenti episodi, ma intolleranze alimentari o dettami religiosi sono un problema da tenere in seria considerazione prima di prenotare un viaggio. A semplificare la vita dei turisti del nuovo millennio per fortuna ci pensano internet e una galassia di iniziative volte a soddisfare qualsiasi richiesta. Qualche esempio? Un ciclo tour vegetariano in Inghilterra o i viaggi rigorosamente kosher. 

Liberi dal glutine. Negli ultimi anni i ristoranti e le compagnie aeree che offrono piatti senza glutine per celiaci, si sono moltiplicati. Già al momento della prenotazione è possibile (anzi è consigliabile) specificare la richiesta. Per andare sul sicuro, soprattutto quando si viaggia all’estero e i camerieri non parlano italiano, è possibile scorrere le pagine di diversi siti che recensiscono locali in giro per il mondo: dal B&B a Firenze, alle navi da crociera. Nel grande manuale del celiaco basta inserire il nome dello Stato che si vuole visitare per ottenere un elenco di ristoranti e alloggi che offrono questo servizio.  E se volete una recensione in stile guida Michelin fatevi un giro su Gluten Free Travel Site, potrete scoprire la critica entusiasta di un newyorkese in viaggio per l’Italia, a suo dire, il paese più “Gluten Free friendly” che abbia mai visitato. Ma come fare a comunicare la vostra intolleranza seduti al tavolo di un bar di uno sperduto paesino del Vietnam? Tranquilli non è necessario imparare la lingua del luogo. E su

CeliacTravel è possibile scaricare e stampare un opuscolo che spiega il problema in 48 lingue diverse. 

Kosher e Halal. Non solo per la comunità ebraica o per quella musulmana. Le certificazioni kosher e halal per il cibo possono diventare utili per tutti i consumatori grazie alle rigide regole che devono rispettare. Ad esempio, un intollerante ai latticini andrà sul sicuro mangiando un piatto a base di carne in un ristorante Kosher, per la religione ebraica è vietato, infatti, mescolare i due alimenti. Ormai è possibile trovare ristoranti supervisionati da rabbini e che servono cibi in osservanza dei dettami della Torah dal Perù alla Cina. Per una guida completa c’è Kosher Delight. Perfino in crociera c’è la possibilità di essere seguiti passo passo senza possibilità di incappare in qualche errore da un’agenzia apposita, Kosherica. Se invece state programmando un viaggio negli Stati Uniti, Europa, Giappone, Nuova Zelanda o Thailandia e volete un ristorante Halal che non serva carne di maiale o alcolici allora il posto giusto dove cercare è Zabihah.

Amici dei vegetariani. Un’escursione in bicicletta alla scoperta della campagna inglese completa di pausa pranzo vegetariana. E’ possibile grazie a Bicycle Beano. Non sarà difficile trovare un ristorante meat free in India dove un terzo della popolazione segue questo tipo di alimentazione, più complicato potrebbe essere avere un brodo non di carne in alcuni paesi dell’America Latina. Un aiuto arriva dal sito Happy Cow. Ma essere vegetariano non significa solo evitare di mangiare carne o pesce. E’ uno stile di vita che coinvolge molti aspetti della routine quotidiana che devono essere preservati anche in vacanza. Per organizzare un viaggio vegetariano i siti si sprecano. Dai consigli dell’agenzia Green Earth Travel a quelli di Vegetarian Vacations che dà suggerimenti di viaggio anche per gli “onnivori” amici di vegani e vegetariani.


Allergie e intolleranze. Arachidi, latte, grano, soia, frutti di mare o uova, qualunque sia l’alimento incriminato prima di arrivare nel luogo delle tanto agognate vacanze sarebbe meglio conoscere il vocabolo che lo definisce nell’idioma locale. Se non siete portati per le lingue traducete i termini grazie a un dizionario online e scriveteli su un pezzo di carta. E ancora, se volete andare sul sicuro potrete ricorrere al supporto visivo: un gigantesco gamberetto con una croce rossa sopra non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni. Negli Stati Uniti ci sono diversi siti online che offrono questo servizio a pagamento, ma anche il fai-da-te ottiene ottimi risultati

via Repubblica Viaggi

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