Carne Halal e welfare animale

Di Dario Muzzarini

Coop apre a nuove nicchie di mercato, ma rischia il dissenso di molti soci consumatori E’ di pochi giorni fa la notizia che COOP abbia inaugurato il primo reparto Halal in un ipermercato di Roma. Sul sito istituzionale si spiega che “Halal è un termine arabo che significa “lecito” e definisce ciò che è permesso secondo la tradizione islamica in tutti i campi della vita del credente”. Il nuovo reparto quindi venderà carne prodotta, e soprattutto macellata, secondo le regole imposte dalla religione islamica. Sin qui è facile capire si tratti di una normalissima iniziativa strategica per occupare una nicchia di mercato di chiaro interesse ed evidentemente in crescita.

Tuttavia la scelta rischia di diventare un’arma a doppio taglio per il marchio. Le associazioni animaliste hanno infatti iniziato una forte campagna di informazione e boicottaggio. Difatti, la macellazione secondo le regole islamiche prevede “un taglio netto della vena giugulare lasciando tuttavia la corda spinale intatta e assicurando il totale deflusso di sangue”, come spiega in maniera edulcorata il sito di COOP, o più precisamente come viene spiegato su wikipedia “Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione; l’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago[…] L’uccisione deve essere fatta in una sola volta[…]Non è permesso un altro taglio[…]Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo. ”
Le obiezioni sollevate dagli animalisti sono comprensibili. Ma soprattutto la notizia rappresenta il pretesto per una complessa riflessione sul rapporto tra cultura, etica, impresa e mercato.
Coop si presenta nel proprio documento “COOP, LE IMPRESE, IL SOCIALE” come una rete di imprese che appartiene a quasi 7 milioni di soci, che ha svolto diverse iniziative sociali tra cui è stato profuso un forte impegno per l’attività di educazione al consumo consapevole, che significa sensibilizzare i consumatori nel scegliere, quando fanno la spesa, tra i vari prodotti quelli che più rispecchiano i valori del singolo individuo: appare abbastanza chiaro che in questo senso, chi non è d’accordo a una pratica di macellazione cruenta decisa da una grande catena di distrivuizione potrebbe comportare il boicottaggio non di un solo prodotto ma dell’intera catena distributiva.
Non solo: coop è una cooperativa, o meglio un’insieme di cooperative di consumatori, che pone a fondamento della propria stessa esistenza l’identificazione con i propri soci e la democraticità della propria organizzazione. In questo senso, appare un mezzo autogol introdurre un’iniziativa commerciale di cui non si sentiva l’esigenza allo scopo di anticipare i concorrenti nell’ingresso in un mercato sicuramente importante. Non può valere, probabilmente, il principio che “tanto se non lo faccio io lo fa qualcun’altro”, in quanto le stesse persone acquistano in macellerie islamiche il medesimo prodotto venduto da coop: o si rispettano principi etici o non lo si fa. Se la scelta è quella di identificare l’azienda con i propri soci/consumatori (si veda il cartello di promozione del reparto Halal con la scritta “la coop sei anche tu”), occorre mettere sul piatto della bilancia il peso che possono avere le diverse identità cultural. E’ impensabile di soprassedere a un aspetto etico così delicato, con la pretesa di introdurre una pratica inconcepibile per la cultura occidentale giustificandola dietro la volontà di fare integrazione anche nel fare la spesa: l’effetto potrebbe essere esattamente l’opposto.

Coop, cosciente del rischio cui va incontro per una scelta simile, con un comunicato ha precisato che “L’Imam che presiede alla macellazione ha dichiarato conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo che abbiamo posto come requisito Coop”. Rimane da capire quanto i consumatori di coop siano disposti ad accomodare questa scelta.
Ogni consumatore è chiaramente libero di interrogarsi e trasmettere, con le proprie decisioni di consumo, il proprio dissenso rispetto a questa iniziativa commerciale. Certamente, il rischio di dimenticar si i “soci da sempre” in favore di un’apertura a nuovi business è quanto meno rischioso, soprattutto per un marchio leader che ha elettol’etica di impresa a fondamento della propria stessa identità aziendale.

via | it.greenplanet.net

One thought on “Carne Halal e welfare animale

  1. La macellazione del tipo halal è la stessa che in Veneto i contadini praticavano per i maiali fino a poco tempo fa, ed è identica alla macellazione kosher degli ebrei.
    Lo stordimento preventivo impedisce la sofferenza dell’animale, poi se volessimo andare a vedere un macello “normale” forse diventeremmo tutti vegetariani.
    segnalo il comunicato della LAV:
    * Carni Halal, fra le decisioni Coop e quelle dell’Italia
    http://demo.lav.nethouse.it/index.php?id=1181

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...