Esaminiamo le etichette

Quando un prodotto contiene additivi, l’etichetta deve riportare:

la categoria (conservanti, acidificanti, antiossidanti…);

il nome dell’additivo (acido sorbico, lecitina, cera d’api…) o il codice europeo (E 220, E 322, E 901…). Il nome dell’additivo e il codice possono essere tra parentesi o preceduti dai due punti.

Questo vale per tutti gli additivi tranne che per gli amidi modificati (da E 1404 a E 1451), per i quali è obbligatorio riportare solo la categoria.

Gli ingredienti e gli additivi sono elencati, in ordine decrescente, in funzione della quantità contenuta nel prodotto.

Ecco qui di seguito due esempi di etichette: come leggerle e come scoprire la presenza di additivi.

Etichetta di una confezione di arachidi confettate al cioccolato

Questo sacchetto di arachidi confettate al cioccolato rappresenta un vero e proprio cocktail di additivi: contiene 7 coloranti (tutti artificiali tranne E 171), oltre a 1 emulsionante, 1 gelificante e 1 agente di rivestimento.

I coloranti servono solo per migliorare l’aspetto estetico del prodotto e, inoltre, alcuni di essi sono responsabili di reazioni allergiche. In questo prodotto notiamo la presenza del colorante E 171 (biossido di titanio), la cui innocuità dal punto di vista cancerogenico non è ancora stata stabilita.

Il produttore ha scelto di utilizzare, solo per i coloranti, il codice europeo (E 104: giallo di chinolina; E 122: giallo arancio S…), mentre gli altri additivi sono indicati con il loro nome (lecitine, gomma arabica, cera carnauba).

Etichetta di una confezione di chewing gum alla frutta

Questo chewing gum alla frutta contiene ben 15 additivi, di cui 8 edulcoranti, sostanze che dovrebbero essere utilizzate solo da chi non può mangiare zuccheri (per esempio i diabetici o chi deve ridurre il consumo di zuccheri in generale).

Il produttore indica la categoria dell’additivo (edulcoranti, acidificante, stabilizzante…) seguita in alcuni casi dal nome dell’additivo (sorbitolo, isomalto, acido citrico…), in altri dal codice europeo (E 171, E 129), il che, pur essendo ammesso dalla legge, non è molto chiaro per consumatore. Notiamo la presenza dell’antiossidante E 320 (BHA: butilidrossianisolo), sospettato di essere cancerogeno.

via | Altroconsumo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...