LEGGE ANTI-KEBAB

VIII LEGISLATURA Atti 8238/2007

IV COMMISSIONE

PROGETTO DI LEGGE

a seguito dell’esame dei progetti di legge:

PDL 369 LA SOMMINISTRAZIONE NON ASSISTITA DELLE IMPRESE ARTIGIANE

(di iniziativa dei Consiglieri Saffioti, Colucci, Fiori)

abbinato a:

PDL 316 MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 24 DICEMBRE 2003 N. 30 (DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE)

(di iniziativa dei Consiglieri Belotti, Ruffinelli, Gallina, Demartini, De Capitani, Frosio, Cecchetti, Galli)

NUOVO TITOLO

DISCIPLINA DELLA VENDITA DA PARTE DELLE IMPRESE ARTIGIANE DI PRODOTTI DI PROPRIA PRODUZIONE PER IL CONSUMO IMMEDIATO

approvato nella seduta del 9 aprile 2009

R E L A Z I O N E

Relatore: Consigliere Carlo SAFFIOTI

Rispettivamente trasmessi alle Commissioni consiliari il: 06/02/2009; 23/06/2008

Restituito alla Presidenza del Consiglio il: 16/04/2009

Pagine n. 3

RELAZIONE

Il progetto di legge, risultante dall’esame abbinato dei progetti di legge n. 316 (Modifica alla legge regionale 24 dicembre 2003 n. 30 (Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande) e n. 369 (La somministrazione non assistita delle imprese artigiane), si propone di soddisfare un’esigenza emersa, negli ultimi anni, nel settore delle imprese artigiane alimentari che consentono ai propri clienti di consumare sul posto i prodotti di propria produzione.

Questa proposta, si inserisce nel solco del recente indirizzo legislativo avviato dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (c.d. “Legge Bersani”), che liberizza per alcune attività (gastronomie e panetterie) la vendita di alimenti per il consumo immediato.

Per tali tipologie di attività non esiste alcuna disciplina legislativa, sia riguardo alle concrete modalità di svolgimento della vendita per il consumo immediato, sia in merito agli orari di apertura e chiusura al pubblico. Tale carenza è causa di incertezza operativa e di frequenti controversie tra gli imprenditori artigiani e le autorità preposte alla vigilanza.

Due sono quindi gli obiettivi della presente proposta di legge: da un lato, disciplinare la “vendita per il consumo immediato”; dall’altro, definire, secondo principi di equità, gli orari di apertura al pubblico delle imprese artigiane che effettuano tale attività.

Riguardo al primo obiettivo, la problematica s’inquadra nell’evoluzione del mercato, che ha prodotto sviluppi tali per cui l’attività delle imprese artigiane del settore alimentare non si esaurisce più con le sole produzione e vendita del prodotto, ma si completa con la fase accessoria del consumo immediato.

Tale fase consiste nel permettere al cliente il consumo immediato dei prodotti acquistati nei locali adiacenti a quelli di produzione o sulle superfici pertinenti aperte al pubblico, con esclusione tuttavia degli spazi esterni, senza la prestazione di servizi specifici e assistiti di somministrazione al tavolo, ma soltanto tramite l’utilizzo di arredi minimali e di stoviglie e posate a perdere.

La differenza tra tale attività e quella svolta dai pubblici esercizi consiste proprio nel fatto che nei secondi la somministrazione è una componente imprescindibile dell’attività d’impresa ed è di tipo “assistito”, ovvero completa di servizio al tavolo con coperto e stoviglieria.

La necessità di disciplinare gli orari di queste specifiche attività nasce in ragione delle aperture prolungate di alcuni esercizi artigiani nelle ore notturne, che possono contrastare con l’esigenza e il diritto dei residenti al riposo.

Le attività artigianali di produzione e trasformazione con vendita diretta al pubblico interessate dal presente intervento normativo sono, a titolo meramente esemplificativo: pasticcerie, gelaterie, yogurterie, rosticcerie, piadinerie, pizzerie da asporto, gastronomie e kebabberie.

La IV Commissione “Attività produttive” ha svolto, nell’ambito dell’istruttoria dei due progetti di legge abbinati, consultazioni cui sono stati invitati e hanno partecipato le associazioni delle categorie interessate (artigiani e commercianti) e l’ANCI Lombardia.

La Commissione ha tenuto conto delle osservazioni formulate dai soggetti consultati, accogliendo le proposte coerenti con l’economia del progetto di legge.

*   *   *

L’articolo 1 indica le finalità della legge.

L’articolo 2 definisce la vendita per il consumo immediato e prevede che essa possa essere svolta previa comunicazione al comune, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza e della disciplina sull’inquinamento acustico; precisa inoltre che l’impresa artigiana che voglia vendere bevande diverse da quelle da essa prodotte o trasformate deve presentare una specifica dichiarazione di inizio attività produttiva (DIAP).

L’articolo 3 reca una disciplina essenziale degli orari d’apertura al pubblico, fissando una fascia massima di diciotto ore, derogabile da parte dei comuni, prevedendo inoltre l’obbligo di pubblicizzare gli orari e di esporre l’elenco delle materie prime utilizzate, con l’indicazione dei prodotti surgelati.

L’articolo 4 prevede che il comune competente possa applicare sanzioni amministrative sia per il caso di svolgimento dell’attività in modo difforme da quanto previsto dalla legge, sia per il mancato rispetto dei vincoli orari e degli obblighi di pubblicità. In particolare, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 a 1.000,00 euro e, in caso di reiterazione, la sanzione accessoria della sospensione temporeanea, fino a un massimo di tre mesi, dell’attività di vendita al pubblico per il consumo immediato. In caso di svolgimento dell’attività in assenza di previa comunicazione al comune, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 a 1.000,00 euro.

L’articolo 5 contiene la clausola valutativa.

L’articolo 6 stabilisce una disciplina transitoria per le imprese che, alla data di entrata in vigore della legge, effettuino già la vendita diretta al pubblico per il consumo immediato, prevedendo che la comunicazione al comune possa essere effettuata entro la fine di quest’anno.

VIII LEGISLATURA Atti 8238/2007

IV COMMISSIONE

PROGETTO DI LEGGE

a seguito dell’esame dei progetti di legge:

PDL 369 LA SOMMINISTRAZIONE NON ASSISTITA DELLE IMPRESE ARTIGIANE

(di iniziativa dei Consiglieri Saffioti, Colucci, Fiori)

abbinato a:

PDL 316 MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 24 DICEMBRE 2003 N. 30 (DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE)

(di iniziativa dei Consiglieri Belotti, Ruffinelli, Gallina, Demartini, De Capitani, Frosio, Cecchetti, Galli)

NUOVO TITOLO

DISCIPLINA DELLA VENDITA DA PARTE DELLE IMPRESE ARTIGIANE DI PRODOTTI DI PROPRIA PRODUZIONE PER IL CONSUMO IMMEDIATO

approvato nella seduta del 9 aprile 2009

Relatore: Consigliere Carlo SAFFIOTI

Rispettivamente trasmessi alle Commissioni consiliari il: 06/02/2009; 23/06/2008

Restituito alla Presidenza del Consiglio il: 16/04/2009

Pagine n. 3, articoli n. 6

Art. 1

(Finalità)

1. La presente legge, in conformità agli articoli 117 e 118, secondo comma, della Costituzione, disciplina la vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato, nell’ambito delle competenze della Regione e dei comuni.

Art. 2

(Vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato)

1. Le imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita diretta al pubblico possono effettuare la vendita degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato, purché tale attività sia strumentale e accessoria alla produzione e alla trasformazione.

2. E’ consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l’attività artigianale, tramite l’utilizzo degli arredi dell’azienda e di stoviglie e posate a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione.

3. Negli spazi di cui al comma 2 la vendita di bevande diverse da quelle prodotte e trasformate dall’impresa artigiana è vietata, salva dichiarazione di inizio attività produttive (DIAP), ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 2 febbraio 2007, n. 1 (Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia).

4. L’attività di cui alla presente legge è soggetta a previa comunicazione al comune in cui si svolge ed è esercitata nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza.

5. L’attività di cui alla presente legge è svolta nel rispetto della disciplina sull’inquinamento acustico contenuta nelle leggi statali e regionali e nei relativi provvedimenti attuativi.

Art. 3

(Orari e pubblicità)

Gli orari di apertura e chiusura al pubblico delle imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita dei propri prodotti per il consumo immediato sono rimessi alla libera determinazione degli imprenditori, nel rispetto della fascia oraria compresa dalle ore sei alle ore ventiquattro e dei criteri adottati dai comuni, sentite le associazioni di categoria, al fine di soddisfare adeguatamente la domanda e di garantire, nel contempo, la qualità e la vivibilità delle aree urbane in relazione alle caratteristiche urbanistiche del territorio, alla tipologia artigianale e al periodo dell’anno; i comuni, in base a tali criteri e per particolari esigenze di servizio ai cittadini, possono autorizzare, per la sola vendita, deroghe all’orario di apertura e chiusura.

2. Le attività artigianali pubblicizzano gli orari di apertura e chiusura mediante appositi cartelli e hanno l’obbligo di esporre l’elenco delle materie prime utilizzate e di specificare i prodotti eventualmente congelati.

Art. 4

(Sanzioni)

Chiunque violi le disposizioni dell’articolo 2, commi 1, 2 e 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro e, in caso di reiterazione, con la sospensione temporanea, per un periodo non superiore a tre mesi, dell’attività di vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato.

Chiunque ometta la comunicazione prevista all’articolo 2, comma 4, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro.

Chiunque non rispetti gli orari determinati ai sensi dell’articolo 3, comma 1 e gli obblighi di pubblicità di cui all’articolo 3, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro e, in caso di reiterazione, con la sospensione temporanea, per un periodo non superiore a tre mesi, dell’attività di vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato.

Restano salve le disposizioni del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), ove applicabili all’attività di vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato.

Il procedimento per l’applicazione delle sanzioni è regolato dalla legge regionale 5 dicembre 1983, n. 90 (Norme di attuazione della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale).

Il comune è competente a ricevere il rapporto di cui all’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), applica le sanzioni amministrative e introita i proventi.

Art. 5

(Clausola valutativa)

1. La Giunta regionale informa il Consiglio regionale dell’attuazione della legge; a tal fine trasmette una relazione biennale che contiene informazioni documentate in merito alle eventuali criticità emerse e alle osservazioni svolte, nel corso dell’implementazione, dai comuni e dalle associazioni delle categorie interessate e dei consumatori.

Art. 6

(Disposizione transitoria)

Le imprese artigiane che, alla data di entrata in vigore della presente legge, effettuano la vendita di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato sono tenute a trasmettere la comunicazione di cui all’articolo 2, comma 4, entro il 31 dicembre 2009.

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