Lo spettacolo delle tagliatelle

Le mani in pasta»: vera cucina per ridefinire la normalità. Tra ricette, memorie e leggende

Cenare al Pini questo weekend significherà mettere «Le mani in pasta», un atto scenico a base di ricette, memorie, leggende e… tagliatelle! Molto più di uno spettacolo di teatro-cucina, un vero incontro, dove attori, spettatori e abitanti di Olinda, diventano gli ingredienti dell’«impasto». Tre serate curate da Gigi Gherzi e Anna Serlenga in cui gli spettatori conosceranno i luoghi dell’ex Pini e alcuni dei loro abitanti, passeggiando per il parco, ascoltando le loro storie legate al cibo e (con tanto di cuffie, guanti e grembiuli), preparando con loro la pasta per le tagliatelle che si mangerà poi, tutti insieme, con tanto di brindisi finale. Per riflettere sul concetto di disagio e normalità, parola insidiosa oggi come non mai, Gigi Gherzi, curatore del progetto «Atlante delle norme e dei salti», ha deciso di partire da un luogo dove la sofferenza non è, come altrove, una vergogna da nascondere. Una ricerca che qui, all’ex Pini, da subito ha avuto il cibo come protagonista.

«In cambusa, lo spazio un tempo destinato all’archivio del manicomio», spiega il regista, «ogni giovedì, da tre anni, si riunisce il gruppo “Le mani in pasta”, micro-comunità di dodici persone con problemi psichiatrici che prepara ottime tagliatelle biologiche, fatte con gli ingredienti del Giardino degli aromi, l’orto del Pini ». Dalle ricette e dal rapporto con il cibo nascono le storie che Gherzi e Anna Sarlenga raccontano nel teatro «La Cucina » mentre cuoce la pasta.

Un puzzle di aneddoti che svela un mondo interiore capace di ribaltare ogni logica e norma gastronomica. «Per loro il cibo non è una ricetta raffinata, ma è unmomento d’incontro, una situazione personale, un affetto», sottolinea l’attore. Divertenti e paradossali le varie categorie di piatti proposti.

«C’è il cibo-arsenico», svela Gherzi, «che mangi quando non vuoi essere solo, oppure quando ti trovi in una situazione imbarazzante; parente stretto del cibo-mattoncino che ti rimane sullo stomaco. L’opposto del cibo-paradiso che può essere un caffè e una sigaretta da godersi mentre si legge la Gazzetta dello Sport. E c’è il cibo-amore, capace di sciogliere tutto, anche il cuore, la sua ricetta non è importante, potrebbe essere anche quella dei bastoncini Findus».

«Le mani in pasta». Da venerdì a domenica, ex Pini, via Ippocrate 45. Ore 20, 10 euro. Prenotazioni tel. 02.66.20.06.46.

Livia Grossi

via | milano.corriere.it

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