Nel definire il “Food” non si può non tener conto dell’uomo, a sua volta indissolubilmente legato all’ambiente circostante nella formulazione delle sue necessità e aspirazioni. In caso contrario si farebbe riferimento semplicemente alla materia commestibile indispensabile al sostentamento e funzionamento del corpo animale, di per sé non necessitante di ulteriori elaborazioni strutturali o percettive.
È dunque evidente, dal punto di vista progettuale e scientifico, che il “Food” sia qui da intendere come un sistema complesso e strutturato come un linguaggio costituito da tre elementi fondamentali: il commestibile, l’uomo (individuo o società), l’ambiente (sociale, naturale, tecnologico, economico), attraverso cui gli elementi del sistema comunicano tra loro allo scopo di fondare l’identità di colui che mangia e metterlo in relazione con il mondo. La lingua italiana ci viene in aiuto permettendo di tradurre “Food” in “Atti Alimentari” con cui si comprendono anche i luoghi e i sistemi di produzione, i supporti merceologici, l’analisi sensoriale, i modelli e i congegni per l’elaborazione dei prodotti, ma soprattutto si fa riferimento ai contenuti simbolici e, di riflesso, storici e cerimoniali del problema della nutrizione; il tutto inteso come un rapporto critico tra segni, relazioni e loro pragmatica.